“Questo Natale non c’è nulla da festeggiare”. È con queste parole dell’amica Mervat tratte dalla parte conclusiva della sua testimonianza, capaci di togliere il fiato come un pugno diretto allo stomaco, che vogliamo raccontarvi l’asta di beneficenza per la Palestina, organizzata dal nostro Coordinamento Marche per la Palestina, che si è svolta Venerdì 20 dicembre ospiti dell’associazione culturale l’Isola di Chiaravalle.

Dobbiamo essere sinceri: ci aspettavamo un po’ più di partecipazione ma forse il maltempo non ha aiutato. Vista la bassa affluenza non abbiamo battuto tutte le opere che con grande generosità molti artisti ci hanno donato. Per questo motivo abbiamo deciso che, presto, nei primi mesi del 2025 faremo una seconda edizione per dare la possibilità, a chi non ha potuto partecipare, di potersi aggiudicare un pezzo speciale contribuendo quindi a donare il ricavato agli amici di Gaza Freestyle.

Comunque, alla fine siamo contenti che, tolte le spese di gestione per l’organizzazione dell’asta, siamo riusciti a donare a Gaza Freestyle € 665,00. Una goccia nel mare ma un piccolo gesto che fa una grande differenza.

Abbiamo aperto la serata con la testimonianza di Lucia Bertini, portavoce e attivista di Gaza Freestyle. Siamo poi riusciti nel videocollegamento direttamente con Mohammed dalla Striscia di Gaza. Un racconto duro e toccante. Una testimonianza di un uomo che, nonostante l’inferno che lui e centinaia di migliaia di palestinesi stanno vivendo, dona tutto se stesso a chi (parole sue) “sono meno fortunati di me” .

Dopo una breve e conviviale cena (non ringrazieremo mai abbastanza Davide Fiordelmondo, Antonio Moscatelli e gli amici dell’Isola) sono saliti sul palco Mervat e Mohammed per regalarci in musica e parole la loro intensa e forte testimonianza. In platea regnava un silenzio assordante. Mentre vi scriviamo sentiamo ancora vive e presenti le parole di Mervat e il suo racconto di una Palestina e del suo popolo che anela, con grande resilienza, alla libertà e all’autodeterminazione, al diritto di vivere in pace nella propria terra. Di poter tornare a respirare quel profumo di mango e arance, profumo di libertà e speranza.

A seguire la serata si è conclusa con il concerto del grande Luca Bassanese, un amico, un uomo prima che un artista, che raccoglie e racconta nelle sue canzoni l’anelito di speranza e di pace di cui tutti abbiamo bisogno. Il mattino seguente ci ha lasciato un messaggio con queste esatte parole: “Eventi come quello di ieri sera, sono atti di resistenza e amore. La storia ci darà ragione e potremo prima o poi abbracciarci e dire: noi quel giorno eravamo dalla parte della vita che, pur sotto le bombe, gioca al buio di una candela, come erba che spacca l’asfalto e non muore”.

Prima di chiudere questo racconto, non possiamo che tornare a ringraziare tutti gli artisti che hanno donato una loro opera. Chi ha donato qualcosa di già realizzato e chi invece ha dato vita, proprio per questo evento, a qualcosa che lascerà un segno nel cuore di chi si fermerà a guardare. Ci scusiamo ancora se non siamo riusciti a battere tutte le opere ma, come detto all’inizio, ci rifaremo con una seconda asta alla quale speriamo di portare un pubblico più ampio.

Grazie di cuore a tutte le attiviste e gli attivisti che hanno speso senza riserve energie e tempo per la realizzazione di questo evento. Grazie a Michele il nostro professionalissimo e simpaticissimo battitore, grazie a Vanessa, Simona, Enrico, Daniele, Arianna, Maria Chiara e tutti coloro che ci hanno creduto. Grazie a Marco e Simone del service, a Lorenzo e alla Cupa per le birre. Grazie davvero a chi ha sfidato vento, freddo e pioggia per ricordarci che siamo dalla parte giusta della storia.

Ci rivedremo presto con altri eventi e attività. Ci rivedremo, sentirete ancora la nostra instancabile voce finchè l’occupazione sionista, la sudditanza dei governi e il complice silenzio dei singoli si macchieranno di sangue le mani e la coscienza nel genocidio in atto in Palestina.

“Questo Natale non c’è nulla da festeggiare”. Torneremo a festeggiare con gioia insieme a tutte le sorelle ed i fratelli palestinesi quando potremo gridare al mondo intero che la Palestina è finalmente libera.

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