
ABBIAMO BLOCCATO TUTTO!
Contro il genocidio e la guerra e per la liberazione di tutte e tutti
La giornata del 22 settembre è stata una tappa importantissima del percorso collettivo che le tante associazioni, i movimenti e le varie soggettività che si stanno relazionando positivamente all’interno del “Coordinamento Marche per la Palestina” stanno costruendo da tempo, almeno dall’autunno del 2023, da quando Israele ha iniziato l’ultima fase del suo progetto criminale genocidiario nei confronti del popolo palestinese.
Abbiamo risposto all’appello lanciato in primo luogo dalle realtà che sostengono la Global Sumud Flotilla, dove è imbarcata la nostra compagna anconetana Silvia Severini ed in particolare dai portuali liguri del CALP e dall’USB, che ha promosso lo sciopero generale e generalizzato, con i quali il Coordinamento ha condiviso una primavera di iniziative che hanno portato alla costruzione della campagna nazionale DISARMIAMOLI! e alla partecipazione alla manifestazione nazionale del 21 giugno a Roma contro il riarmo e la difesa comune europea.
Abbiamo scelto di praticare una forma di mobilitazione impegnativa che a moltә anche di noi appariva nelle settimane precedenti una scommessa sì, ma non un azzardo, convintә che la risposta popolare ci avrebbe dato in qualche modo ragione, anche visti i risultati di partecipazione delle precedenti manifestazioni da noi promosse che avevano attraversato i quartieri popolari e multiculturali del Piano San Lazzaro e degli Archi (quella del 13 aprile 2025 con la partecipazione di 4.000 persone e quella del 28 giugno 2025 con la partecipazione di 6.000 persone).
Il nostro intento dichiarato era quello di bloccare il porto di Ancona occupando con un corteo la via d’uscita verso la strada nazionale e l’intera area commerciale, per arrivare fino alla banchina utilizzata dalla compagnia multinazionale Maersk che trae quotidianamente profitto dal genocidio del popolo palestinese e in generale dall’economia di guerra della quale è tra i maggiori protagonisti.
L’obiettivo, discusso apertamente attraverso le pratiche orizzontali ed inclusive in assemblee molto partecipate e ampiamente dichiarato era quello di costruire una manifestazione che consentisse differenti livelli di impegno e coinvolgimento nelle azioni di blocco della viabilità.
Nonostante le difficoltà logistiche dettate dalla posizione decentrata del concentramento e dall’assenza di mezzi pubblici a causa dello sciopero già dalle 15.30 sono iniziate a confluire centinaia di persone a piedi che hanno seguito le indicazioni che avevamo comunicato i giorni precedenti e nel giro di un’ora siamo diventati migliaia! Si sono addirittura formati minicortei improvvisati di studenti medi ed universitari mobilitati dalla mattinata con i collettivi e le differenti organizzaizoni, che hanno raggiunto insieme il luogo dell’appuntamento. La straordinaria partecipazione popolare all’iniziativa ha da subito imposto il blocco totale della circolazione, occupando entrambe le carreggiate della strada.
Le forze dell’ordine presenti hanno tentato in più riprese, come nei giorni precedenti, di limitare il percorso del corteo nel tentativo di consentire una parziale viabilità nell’area portuale, ma l’enorme risposta di partecipazione e la determinazione degli organizzatori del Coordinamento hanno reso costantemente impraticabile ogni forma di pressione e divieto.
Già alle 16.30 era chiaro che la viabilità in entrata ed uscita dal porto di Ancona era stata completamente bloccata e poco dopo giungeva notizia, annunciata poi dal carro della manifestazione e accolta con grande entusiasmo, che l’autorità portuale aveva deciso di fermare l’attività portuale fino alle 20:00!
Una grande vittoria di tutte e tutti, comprese ovviamente anche delle persone che hanno preso parte ad un altro partecipato presidio che dalle 17:30 stava nel frattempo occupando un’altra via, accanto alla Mole Vanvitelliana.
Una moltitudine piena di differenze che ha espresso una potenza che non si vedeva da tanto tempo, snodandosi dentro l’area portuale piena di determinazione fino a raggiungere il suo obiettivo, per poi sciogliersi alle 20 accanto all’area doganale commerciale dopo aver abbandonato simbolicamente all’ingresso della Maersk, una grande barca di carta, acceso gli ultimi fumogeni ed improvvisato una piccola street parade con le persone rimaste.
Il grande successo di questa giornata non è attribuibile solamente allo spontaneo moto popolare di sdegno nell’assistere per la prima volta ad un genocidio in diretta mondiale, ma dal modo in cui questa giornata è stata costruita, dall’incrocio di fattori oggettivi dettati dal momento storico con il percorso che abbiamo soggettivamente costruito, sempre largo, inclusivo, orizzontale, chiaro e aperto al coinvolgimento diretto in primo luogo dei soggetti reali che vivono le differenti forme di sfruttamento e oppressione nel nostro territorio.
Come sempre la sfida più grande è quella di domani, quando dovremo fare in modo che una data che ha travalicato ovunque gli argini immaginati da chi l’ha promossa, possa facilitare il rafforzamento dei livelli di coordinamento ed organizzazione, funzionali alla riemersione e all’espressione libera di quella potenza sociale e popolare di cui le nostre vite hanno drammaticamente bisogno. La lotta per la liberazione della Palestina, ce lo siamo dette più volte, ci insegna nuove pratiche di liberazione per noi stessә. Non perdiamo questa occasione!
Rimanete connessә ai canali del Coordinamento Marche per la Palestina e partecipate sempre più numerosi alle nostre assemblee!
Photo by @RebeccaCapponi

